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Posted by on giu 6, 2013 in BioArchitettura | 0 comments

Origini e sviluppi della Bioarchitettura

Origini e sviluppi della Bioarchitettura

Abitazione sana, casa sicura, biocasa, bioarchitettura

Ultimamente si sente sempre più parlare di abitazione sana, casa sicura, biocasa ma non tutti hanno approfondito il concetto che si pone l’architettura bioecologica e cioè la salubrità del costruito preoccupandosi di non recare danni all’ambiente, anche attraverso i processi di produzione edilizia, in sintesi BIOARCHITETTURA.

Per bioarchitettura si intende una filosofia progettuale interdisciplinare, non una corrente a sé stante dell’architettura, ma semplicemente un modo olistico e completo di progettare, intendendolo nella sua accezione più originaria ed integrale

Attualmente per molti architetti questo modo di progettare è, addirittura, l’unico possibile, proprio perché tiene in considerazione tutte le esigenze dell’uomo in quanto tale, senza dimenticarne l’inserimento nell’ambiente.

La bioarchitettura nasce dai movimenti verdi olandesi, si integra ad alcune concezioni del feng-shui, ma si evidenzia anche dalle opposizioni globali ai sistemi di progettazione della fine degli anni ’60 e dai movimenti di contestazione che reputavano fondamentali nuovi modi di vivere nella propria casa e nel proprio ambiente, oltre alla concezione della produzione quanto più ecologica possibile e cioè attraverso l’uso di materie prime naturali, a basso impatto ambientale ed ottenibile con un limitato consumo energetico.

Molti concetti base della bioarchitettura sono nati in Germania dando vita alla Baubiologie , cioè alla considerazione dell’uomo come essere biologico che necessita di abitazioni olistiche ed i prefissi BIO = vita,salute ed ECO = ambiente, sottolineano gli aspetti fondamentali di questa disciplina, proprio perché le interazioni uomo-ambiente e le esigenze biologiche, psicologiche, sociali ed emozionali vengono continuamente tenute in considerazione, arrivando ad un processo di sintesi formale, funzionale e tecnologica che risponde alle esigenze in toto.

Purtroppo l’atto stesso del costruire è artificio e violenza per l’ambiente, soprattutto da quando l’uomo non è più legato ai ritmi dell’ecosistema. Siamo riusciti a cambiare anche il clima, infatti negli ultimi 100 anni si sono registrati notevoli aumenti di temperatura che hanno causato lo scioglimento di alcune parti della calotta glaciale artica, innalzando il livello degli oceani.

È venuta a mancare l’evoluzione equilibrata ed armonica, che non tralascia i legami con i luoghi storici, ma ciò non significa rimpiangere le epoche ed i valori del passato perché è utile guardare indietro con la volontà di imparare, riutilizzare ciò che è ancora attuale del patrimonio di chi ci ha preceduto. La città , oggi, permette maggiore comunicazione anche se diminuisce la qualità dello spazio ed aumenta il bisogno energetico.

È naturale allora pensare alla sociologia, al risparmio energetico, alla bioclimatica, all’illuminotecnica, alla psicologia ambientale, alla medicina dell’habitat, all’architettura del paesaggio, all’ergonomia ed al colore, come interazione tra Uomo ed Ambiente, nel rispetto delle leggi che regolano l’abitare per una migliore qualità della vita.

Spesso sigillare l’involucro in cui si abita, anche se permette di risparmiare sui consumi energetici, porta all’inquinamento indoor, cioè all’inquinamento degli ambienti confinati, quindi occorre areare adeguatamente i locali. L’uso di materiali sintetici fa riscontrare nei locali alte concentrazioni di composti organici volatili (VOC).

La bioarchitettura è caratterizzata dall’interdisciplinarietà perché prevede la gestione ad ampio raggio di territorio, città e case, con una visione globale dei problemi, una maggiore consapevolezza della complessità dei rapporti che lega l’architettura, e non l’edilizia, all’ecologia, alla fisiologia umana, all’ergonomia, alla psicologia, alla medicina preventiva, senza tralasciare i collegamenti con la matematica, la chimica, la fisica e l’elettronica.

Servono riqualificazioni edilizie al posto di brutte periferie, piste ciclabili, trasporti elettrici, implementazione dell’uso di energie alternative, fitodepurazione, materiali eco-compatibili, per fare in modo di chiudere il ciclo di produzione e consumo all’interno del bacino di utenza senza le contraddizioni che spesso si pongono.

Devono sempre essere studiate le soluzioni più idonee per l’ottenimento di un microclima adeguato, ottimizzando le interazioni tra l’edificio ed il suo ambiente. Le prospettive arriveranno a darci ragione, soprattutto se aumenterà la consapevolezza collettiva per raggiungere il giusto equilibrio tra sviluppo ed ecologia, qualità della vita ed economia

Architetto Beatrice Bongiovanni via M.M.Panzeri 8 Agrate Brianza (MI) – Tel: 039 6091024 – e–mail : arch.bongiovanni@libero.it – Sito Web : www.architettobongiovanni.it

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