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Posted by on dic 5, 2015 in BioArchitettura | 0 comments

Vespaio aerato per contrastare l’umidità di risalita ed il radon

Vespaio aerato per contrastare l’umidità di risalita ed il radon

Con tutta l’acqua che questa primavera inesistente ci ha fatto vedere ricordo che nelle ristrutturazioni è fondamentale provvedere a dotare l’unità edilizia di “buone scarpe” ovvero vespaio aerato previa adeguata canalizzazione delle acque all’esterno del vostro immobile.

In tutte le ristrutturazioni di cui mi sono occupata il vespaio aerato era sempre il punto di partenza, anche a costo di scavare quei 50 – 70 cm che in vecchie case obbliga poi a realizzare delle sottofondazioni ma anche a dare maggiore stabilità alla costruzione.

Un buon vespaio aerato per l’edilizia dopo lo scavo e le eventuali sottofondazioni correttamente eseguite, necessita di un livellamento con ghiaia, la posa di canali di areazione quindi la posa di casseformi modulari in plastica riciclata tipo Cupolex o Iglù (prodotti brevettati) ovvero da “cupole” in plastica rigenerata di dimensioni in pianta di circa cm 56×56 o 50 x 50 e di varie altezze, che mutuamente e velocemente collegate compongono una struttura autoportante, atta a ricevere il getto in calcestruzzo, o altro materiale per formare una soletta di spessore variabile, in funzione dei sovraccarichi, poggiante sui pilastrini che si formano ad un interasse di cm 56 e con un’intercapedine sottostante libera (come da scheda tecnica delle aziende produttrici).

Solo così possiamo garantire il solaio del piano terra asciutto, perchè la camera d’aria che si realizza nelle costruzioni migliora le condizioni dell’ambiente abitativo.
In alternativa si usava, e si usa tuttora, costruire un vespaio costituito di ghiaia grossa su cui appoggiare il successivo basamento dell’edificio.

In alcune Regioni il vespaio aerato è addirittura obbligatorio per contrastare l’umidità di risalita ed il gas Radon.
La Regione Friuli-Venezia Giulia con la L.R.n°44 del 23 agosto 1985 rese obbligatoria la costruzione del vespaio aerato a seguito della scoperta che il gas radioattivo Radon era ed è presente in Regione in gran quantità: questa pratica costruttiva impedisce di fatto il suo accumulo nei vani abitati. Per questo motivo in tale regione i vespai sono costruiti con accorgimenti particolari.

Le casseformi modulari in plastica riciclata posate e agganciate tra di loro funzionano da cassaforma a perdere per la realizzazione di un piano orizzontale al di sotto del quale si forma una cavità ventilata che deve essere messa in collegamento con l’esterno tramite la creazione di opportune aperture sulle travi intermedie e sui cordoli perimetrali (in caso di nuove costruzioni) o lungo i muri perimetrali (in caso di ristrutturazioni di case in pietra). L’aerazione con l’esterno è posta solitamente ad una distanza variabile in base al grado di umidità presente sotto le casseformi, mediamente la distanza è compresa fra i 2,5 – 3 metri e deve risultare, quando possibile, a quote differenziate tra il lato caldo (generalmente sud) e il lato freddo (generalmente nord) per provocare una ventilazione naturale che permetta all’aria esterna di entrare dalle aperture poste sui lati più freddi, caricarsi dell’umidità e/o del gas radon ed uscire dal vespaio in base all’effetto camino dalle aperture poste ad altezza maggiore (in certi casi anche a tetto) sui lati caldi.

Per le nuove costruzioni il sistema è completato da pannelli in plastica che permettono di gettare le travi di fondazione insieme al pavimento rendendo ancora più rapida la realizzazione del vespaio.

Arch. Beatrice Bongiovanni via M.M.Panzeri 8 Agrate Brianza (MI) – Tel: 039..609.10.24 – Mobile: 3388.72.3388 – e–mail : arch.bongiovanni@libero.it – Sito Web : www.architettobongiovanni.it

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